Per gentile concessione del Dottor Giovanni Cerbelli, vi proponiamo questo video in cui si mostra un impianto post estrattivo.



Pubblicazioni

IMPLANTOLOGIA ORALE NUMERO 2 MARZO 2007
(Antonio Scarano, Giovanna Iezzi, Alessandro Quaranta, Adriano Piattelli)

Valutazione istologica della risposta ossea
Diversi metodi sono stati utilizzati per ottenere una superficie che favorisca la formazione di osso perimplantare. Le caratterisitche di superficie sono determinate dalla rugosità, dalla grandezza delle particelle utilizzate per la sabbiatura e dalla composizione e impurità del mezzo sabbiante. Le cellule mostrano una diversa affinità per le superfici, ad esempio i macrofagi prediliscono le superfici ruvide diversamente ai fibroblasti. La superficie dell’impianto può essere liscia (machined), o irruvidita da trattamenti con metodi sottrattivi (sabbiatura, mordenzatura) o metodi additivi (plasma-spray di titanio o idrossiapatite e altri rivestimenti). La migrazione delle cellule osteogenetiche verso la superficie del titanio è di fondamentale importanza per la gaurigione ossea perimplantare. Sedici conigli New Zealand sono stati utilizzati nel presente studio. Trentadue impianti sono stati inseriti nell’articolazione del femore di coniglio. I conigli sono stati sacrificati a gruppi di quattro per ogni tempo sperimentale (7, 15, 30 e 60 giorni). Nel presente studio abbiamo ottenuta una buona guarigione ossea perimplantare e si può concludere che la superficie sabbiata con le particelle di biossido di allumina e mordenzata rappresenta una valida tecnica di trattamento delle superfici implantari allo scopo di ottenere una migliore guarigione ossea.
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EUROPEAN JOURNAL OF IMPLANT PROSTODONTICS - 2005
(M. Cassetta, S. Calasso, I. Vozza, D. Dell'Aquila)

La riabilitazione delle creste alveolari atrofiche con impianti cilindrici e mordenzati
SCOPO DEL LAVORO:Lo studio della fisiologia del tessuto osseo spinge a ritenere che l'attecchimento di un innesto di osso autologo nel tessuto circostante sotto forma di osso immaturo possa verificarsi in un lasso di tempo ridotto rispetto a quello attualmente stabilito e che la successiva trasformazione in osso lamellare possa essere promossa dallo stimolo masticatorio. In questo studio pilota si è voluto verificare la validità di tale opzione terapeutica.
MATERIALI E METODI: E' stato valutato il successo a lungo termine di impianti inseriti nel tessuto osseo innestato dopo due mesi dall'innesto stesso e sottoposti a carico a carico protesico dopo altri due mesi.
RISULTATI E CONCLUSIONI: Il minimo riassorbimento dell'innesto, la buona stabilità primaria delle fixture e il rispetto dei criteri del successo implantare al termine del primo anno di carico suggeriscono la validità del protocollo proposto.
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QUINTESSENZA INTERNAZIONALE - 2004
(Clara Cassinelli, Marco Morra, Giuseppe Bruzzone, Angelo Carpi, Giuseppe Di Santi, Roberto Giardino, Milena Fini)

Effetti della chimica superficiale sulla modificazione topografica delle superfici degli impianti odontoiatrici in titanio: esperimenti in vitro
SCOPO: determinare, in vitro, la citotossicità e l'adesione cellulare su 3 diverse superfici implantari.
MATERIALI E METODI: tutti i campioni avevano superfici levigate a macchina, ma sono stati sottoposti a differenti procedure di pulizia, che hanno prodotto 3 diverse composizioni chimiche superficiali. Uno dei campioni era come prodotto dagli strumenti di levigatura a macchina, gli altri campioni sono stati sottoposti a trattamenti di pulizia parziale e totale. La citotossicità è stata valutata per mezzo di colture di fibroblasti di topi, e l'adesione cellulare è stata valutata con cellule SaOS-2 simili a osteoblasti.
RISULTATI: il campione come prodotto presentava una marcata contaminazione superficiale da parte di oli lubrificanti. Per i campioni soggetti a pulizia parziale e totale è stata osservata una quantità crescente di titanio è un rapporto decrescente carbonio/titanio all'aumentare del grado di pulizia.
DISCUSSIONE: le differenze a livello di chimica superficiale come quelle normalmente rilevate sulle superfici degli impianti odontoiatrici possono determinare gli stessi effetti che, negli esperimenti in vitro, vengono normalmente attribuiti alla sola topografia superficiale.
CONCLUSIONE: gli effetti relativi alla chimica superficiale possono agire in aggiunta alla topografia superficiale sulle superfici implantari in titanio, rendendo impossibile, senza un'opportuna caratterizzazione, formulare affermazioni precise sul ruolo della sola topografia. (int J Oral MAxillofac Implants 2003; 18:46-52)
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